Vincisgrassi

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Vincisgrassi
 
VINCISGRASSI per 6 persone:
 
Farina:1/2 kg + 100 (per besciamella),
Uova:5,
Carne di manzo:200 g di spezzatino magro,
Carne di maiale:200 g di spezzatino magro,
Pancetta:80 g,
Sedano:1 costola,
Vino bianco:1 bicchiere,
Pomodori:1 l di passata,
Latte:1 l,
Burro:100 g,
Sale:q.b.,
Pepe:q.b.,


» Preparazione di:Vincisgrassi maceratesi

Pasta:
Fare una sfoglia sottile con farina e uova. Tagliare delle larghe lasagne della grandezza di circa un palmo della mano, lessarle un po’ alla volta in abbondante acqua salata. A metà cottura scolarle, passarle in acqua fredda e adagiarle ad asciugare su un canovaccio.

Sugo:

In un capace tegame mettere un po’ d’olio, una noce di burro, cipolla e pancetta ben tritate, e fare soffriggere. Quando la cipolla è dorata aggiungere la carne macinata e le rigaglie, ben pulite e tagliate a pezzettini, e fare proseguire il soffritto. Versare la passata di pomodoro, aggiungere sale e far cuocere per almeno un'ora per far restringere il pomodoro.

Preparare la salsa besciamella, raddoppiando le dosi della ricetta. Imburrare una teglia rettangolare dal bordo basso, disporvi uno strato pasta, distribuirvi la salsa di carne precedentemente preparata, la besciamella e imbiancare con parmigiano reggiano. Disporre un successivo strato di pasta sfoglia e ripetere l'operazione fino a che non avrete terminato gli ingredienti facendo attenzione a non superare l'orlo della teglia in quanto durante la cottura il sugo può fuoriuscire (5/6 strati sono l' ideale).
Disporre sull' ultimo strato di pasta delle foglie di burro, poi porre la teglia in forno preriscaldato a 180 - 200 °C e lasciare cuocere per circa 20 - 25 minuti.
 
Vincisgrassi 1  

» Curiosità
 
Secondo la tradizione il nome "vincisgrassi" fu coniato da un cuoco maceratese o, secondo una variante, una cuoca anconetana, che preparò la succulenta pietanza in onore di un generale austriaco di nome Windisch Graetz, vincitore contro Napoleone nell'assedio di Ancona del 1799.
In realtà il piatto era già presente nella tradizione culinaria marchigiana e nel 1781 appariva già nel libro di cucina del cuoco maceratese Antonio Nebbia. 
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