Ricordare l'emigrazione marchigiana si può. Con il museo inaugurato a Recanati

 

Un viaggio nella memoria dell’emigrazione marchigiana, narrato con tecnologie innovative, dove le immagini ricostruiscono un realtà virtuale che consente di rivivere situazioni e luoghi lontani nel tempo. È un tuffo nel passato, con gli occhi del presente, quello che il visitatore assapora varcando la soglia del Museo dell’emigrazione marchigiana, lungo un percorso, su più livelli espositivi, che ricostruisce contesti con sorprendete attualità. Il Museo è stato inaugurato oggi, a Recanati, dal presidente della Regione, Gian Mario Spacca, nell’ambito delle celebrazioni della Giornata delle Marche.

 

È ospitato nei locali dei Musei civici di Villa Colloredo Mels che hanno accolto anche i lavori del Consiglio dei marchigiani all’estero. “È un museo vissuto, che fa parte della nostra storia e che ci impegna a guardare il futuro con speranza – ha detto il presidente Spacca – È una sfida che ci viene lanciata e che dobbiamo cogliere, partendo dalle tante storie di sofferenza che qui vengono raccontate. Ricordarle in un momento come questo non è banale, perché se i nostri nonni hanno dovuto affrontare queste storie con coraggio, determinazione, responsabilità e sono riusciti a costruirsi una prospettiva e un futuro, la stessa cosa possiamo fare noi in questo momento di difficoltà, non paragonabile a quello che loro hanno vissuto, per trovare un po’ di più di vitalità, di coraggio e di determinazione per vincere la sfida che abbiamo innanzi”. Il percorso proposta dall’esposizione, ha detto, ci ammonisce che “nella vita non bisogna perdere la speranza, di saper sempre affrontare le difficoltà anche quando sono grandi, facendo forza sulla leva rappresentata dalla dignità e dalla determinazione della nostra gente che ha saputo costruire altrove quello che non riusciva a trovare nella propria terra” Al nostro Paese, ha continuato il presidente, “manca il coraggio. Siamo agli ultimi posti come indicatore di vitalità, perché ci manca la voglia di migliorare e siamo caduti in una fase di rassegnazione”. Certamente non aiutano, ha evidenziato, “otto anni consecutivi di crisi economica, sei anni consecutivi di recessione. Come Regione, per i mancati trasferimenti statali, abbiamo dovuto operate tagli per un miliardo di euro nel bilancio regionale. Proprio per questo l’esperienza che il museo propone non è banale, ma un faro che offre spunti e riflessioni per osare, per essere protagonisti del proprio domani, come hanno fatti i nostri nonni, passo dopo passo, senza mai perdere la speranza. Nel museo viene certamente raccontata una storia di sofferenza, di dolore, ma una storia vissuta dalle persone con dignità, avendo ben chiaro che il futuro va costruito e mai subìto”. Obiettivo del Museo, ha concluso il presidente Spacca, è quello di “rafforzare il senso di comunità, partendo dai tanti corregionali che hanno affrontato lunghi viaggi e ricostruito una vita per dare un futuro a se stessi e ai propri figli. I marchigiani non sono soltanto quelli che risiedono nella regione. I marchigiani sono tutti quelli che amano la loro regione, che sono distribuiti nel mondo e che possono dare un contributo per la crescita e lo sviluppo delle attività della comunità regionale nel suo insieme. Noi abbiamo bisogno di tante nuove opportunità, soprattutto in un momento in cui queste possibilità nascono nel mondo. I marchigiani nel mondo, quindi, possono essere ambasciatori di opportunità per la nostra regione”. Secondo il presidente del Consiglio dei marchigiani all’estero, Emilio Berionni, “il museo rappresenta un punto di congiunzione tra il nostro passato e il nostro presente. Quanto sin ora era confinato tra gli affetti personali e famigliari, con l’esposizione al pubblico assume un’evidenza storica e una dimensione sociale. I marchigiani hanno depositato, in questo luogo, un pezzo del loro vissuto, una parte dei loro sentimenti. Ma il museo proietta anche uno sguardo verso il nostro futuro: l’ultima sezione dà spazio alle associazioni dei marchigiani nel mondo, a quella parte della comunità delle Marche che vive in altri contesti del Pianeta e che si sta impegnando per aiutarci a uscire dalla crisi”. Berionni ha poi letto un messaggio di saluto inviato dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha rivolto un “caloroso saluto e un augurio” per la cerimonia di inaugurazione della sezione museale dedicata all’emigrazione marchigiana.
L’allestimento del Museo dell’emigrazione marchigiana è stato curato da ETT s.pa. azienda leader in Italia nella progettazione e realizzazione di percorsi museali multimediali. Sono stati predisposti ambienti innovativi, in grado di far vivere esperienze coinvolgenti. Un primo livello racconta il contesto generale dell’emigrazione attraverso nove ambienti: la decisione di partire, la preparazione del viaggio, il porto, il viaggio in ferrovia, la miniera, le mete migratorie, l’emigrazione in genere, storie di successo, il legame tra gli emigrati e le Marche. Un secondo livello contestualizza questi aspetti alla situazione marchigiana, mentre un terzo espone materiale (oggetti e documenti, molti donati dai discendenti degli stessi emigrati) che racconta la vicenda migratoria con testimonianze dirette. Il Museo accompagna e coinvolge il visitatore attraverso un itinerario fisico ed emozionale destinato a ripercorrere la storia del fenomeno migratorio e a riannodare quei legami profondi che hanno unito e uniscono, ancora oggi, le Marche alle comunità di emigranti. “La visita – ricordano gli organizzatori – si trasforma in un’esperienza viva e vitale, dove la lezione di quanti, con tenacia e perseveranza, hanno contribuito alla crescita di tanti Paesi, sia monito per le giovani generazioni a non dimenticare le proprie radici”. 

EVENTI

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

LE MARCHE

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Les Marches (en italien le Marche [ˈmarke]) sont une région d'Italie centrale, qui compte 1,56 million d'habitants sur 9 366 km2.

Histoire

La région a comme capitale Ancône que les Romains annexent au IIIe siècle av. J.-C. Les Grecs se sont limités à la fondation d'Ancône au IVe siècle av. J.-C. et établirent seulement des liens commerciaux avec les premiers. Les Marches furent envahies par les tribus gauloises des sénons (qui fondèrent Senigallia aujourd'hui jumelée avec Sens). Ceux-ci furent chassés par les Romains (vestiges en particulier à Fano et Ancône) avec l'aide des Picéniens, qu'ils défirent à leur tour vers 300 av J.-C.

On assista après la chute de l'Empire romain d'Occident à l'invasion des Goths lors des migrations germaniques.

Au haut Moyen Âge, les villes d'Ancône, Fano, Pesaro, Rimini et Senigallia formèrent la Pentapole d'Italie, puis elles furent le théâtre des affrontements des maisons seigneuriales : les Malatesta de Rimini et les Montefeltro d'Urbino.

Il est à noter également, au IXe siècle, de nombreuses razzias le long des côtes de la part des Sarrazins, ceci explique la présence de nombreux villages côtiers fortifiés sur les hauteurs notamment dans la moitié sud de la région. De nombreuses communes libres se constituèrent au XIIe siècle. La région subit ensuite les luttes intestines entre les Gibelins et les Guelfes. La République d'Ancône, république maritime importante, s'émancipe du marquisat d'Ancône et s'enrichit du commerce avec l'Orient, malgré la concurrence redoutable de Venise.

Les Marches firent partie des États pontificaux entre 1532 et 1860.

À la suite de l'invasion française au début du XIXe siècle, et après quelques vicissitudes (création de la République Cisalpine, annexion à Naples, tentatives de Murat), le congrès de Vienne structure la région en quatre provinces (Ancône, Ascoli, Fermo, Macerata et Pesaro).

Une bataille décisive du Risorgimento eut lieu à Castelfidardo en 1860 où Cialdini défit les troupes pontificales du général Lamoricière : elle permit l'union des territoires du Sud libérés (ou conquis) par Giuseppe Garibaldi à ceux du Nord dépendants de Vittorio Emmanuel.

Géographie

 
Sirolo

La région se situe au centre-est de l'Italie le long de l'Adriatique, entre la Romagne au nord, l'Ombrie et la Toscane à l'ouest et les Abruzzes au sud. Elle est bordée par la dorsale de l'Apennin à l'ouest : l'altitude y varie de 1 702 m au Monte Catria au centre-nord à 2 472 m dans les Monts Sibyllins au sud au Monte Vettore. Le paysage se compose de 31 % de montagne et 69 % de collines. Des collines douces percées par quelques fleuves côtiers parallèles, perpendiculaires à la côte et dépassant à peine 100 km de longueur (Foglia, Métaure, Esino, Misa, Chienti, Tenna, Tronto...) viennent plonger directement dans la mer : Stendhal a été particulièrement séduit par ce relief dépourvu de la moindre plaine.

Administration

 
Les cinq provinces des Marches.

La région des Marches est divisée en 5 provinces :

Nature

La région partage avec l'Ombrie le parc national des Monts Sibyllins, institué en 1993 et caractérisé par une grande variété de paysages et d'animaux.

Démographie

Les Marches comptent 1 470 581 habitants dont la tranche d'âge se trouve en majorité entre 30 et 54 ans, aussi bien chez les hommes que chez les femmes (16 %). 9 % de la population est d'origine étrangère, et contribue à entretenir la jeunesse dans la région puisque 51 % des immigrés ont entre 15 et 39 ans. Parmi ces immigrés, plus de 58 % proviennent du continent européen et 21 % d'entre eux proviennent du continent africain, avec en majorité les nationalités albanaise, roumaine et marocaine.

Politique

Les Marches constituent l'un des bastions de la gauche italienne. À l'issue des élections régionales de 2010, le conseil régional des Marches est composé de 15 élus du Parti démocrate, 12 élus du Peuple de la liberté, 4 élus de l'Italie des valeurs, 3 élus de l'Union de Centre, 2 élus de la Ligue du Nord, 1 élu de la Fédération de la gauche, 1 élu de l'Alliance réformiste, 1 élu de Gauche, écologie et liberté, 1 élu de l'Alliance pour l'Italie et 1 élu de la Fédération des verts.

Économie

L'économie de la région consiste principalement dans un éventail de PME industrielles distribuées sur l'ensemble du territoire. En pointe, on pourra signaler : l'industrie des chaussures, avec de nombreux emplacements dans les provinces de Macerata et d'Ascoli ; l'industrie des meubles et de la mécanique de Pesaro, les entreprises viticoles des Castelli de Jesi, patrie du verdicchio ; la grande industrie navale de Fano et Ancône ; et enfin, l'activité touristique, chaque année plus fructueuse grâce aux nombreux centres balnéaires et artistiques, qui attirent des touristes d'Italie et de toute l'Europe.

Culture

Monuments et patrimoine

Tourisme

180 km de côtes, des plages superbes, 26 localités au bord de la mer Adriatique, le port maritime d'Ancône et neuf ports de plaisance ; 500 places et plus de mille monuments significatifs ; une centaine de villes d'arts, des milliers d'églises, dont 200 romanes, et 163 sanctuaires, 34 sites archéologiques, 71 théâtres historiques ; la plus grande densité, en Italie, de musées et de pinacothèques (265 sur 265 communes), 315 bibliothèques qui gardent plus de quatre millions de livres, tout cela fait des Marches une importante région touristique, qui contient aussi de nombreuses aires protégées : 2 parcs nationaux, 4 réserves naturelles, 15 forêts domaniales.

Liens externes

Voir aussi

Sources pour l'histoire des Marches :

  • Sabatino Moscati, Les Italiques : L'art au temps des Étrusques, L'Aventurine, coll. « Arts et Culture »,‎ , 302 pages p. (ISBN 2-84190-008-8)
  • Robert Seymour Conway, The Italic Dialects, Cambridge University Press, 1897
  • Christine Delplace, La Romanisation du Picénum : L'exemple de l'Urbs Salvia, vol. 177 ( Monographie ), Rome, École française de Rome, coll. « Publications de l'École française de Rome »,‎ , 444 p. (lire en ligne)

PROGRAMMA 2016

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva

FAMIS: PROGRAMMA 2016

 

APRILE 2016

 

MAGGIO 2016

 

GIUGNO 2016

 

LUGLIO 2016

 

AGOSTO 2016

 

SETTEMBRE 2016

 

OTTOBRE 2016

 

NOVEMBRE 2016

 

DICEMBRE 2016

 

 

 

SEDE

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

DOVE SIAMO

 

 

TOP