ROMA\ aise\ - Nella seduta di ieri, l’Aula del Senato ha approvato definitivamente il ddl di ratifica dell’Accordo italo-svizzero sulle doppie imposizioni fiscali (Ratifica ed esecuzione del Protocollo che modifica la Convenzione tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, con Protocollo aggiuntivo, conclusa a Roma il 9 marzo 1976, così come modificata dal Protocollo del 28 aprile 1978, fatto a Milano il 23 febbraio 2015).
Relatore in Aula, Gian Carlo Sangalli (Pd) che, dopo aver sintetizzato gli obiettivi del ddl, ha segnalato ai colleghi che “nel corso dell'esame presso la Commissione affari esteri, il Governo ha accolto un ordine del giorno, presentato dal senatore Micheloni e sostenuto da tutta la Commissione, in cui si impegna a tutelare la posizione dei cittadini italiani che hanno svolto attività lavorative all'estero, in qualità di residenti iscritti all'AIRE ovvero come lavoratori transfrontalieri, e con i proventi di tali attività, già assoggettata a tassazione e contribuzione obbligatoria nello Stato estero, abbiano ivi costituito attività finanziarie o abbiamo acquisito immobili”.

FIRENZE\ aise\ - Si parlerà di cooperazione internazionale domani, 20 aprile, a Firenze, presso l'agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo in via Cocchi, il vecchio istituto agronomico d'oltremare. Ci saranno i tanti attori dei territori. Ci sarà il vice ministro degli esteri Mario Giro e per la Regione Toscana l'assessore alla presidenza Vittorio Bugli, che tra l'altro ha la delega all'immigrazione, due temi sempre più legati a doppio filo.
"L'impegno della Toscana da alcuni anni è concentrato sull'area del Mediterraneo e non per un caso”, dice Bugli. “Oggi la vera sfida alla cooperazione è il terrorismo e nel Mediterraneo, teatro di conflitti o migrazioni imponenti o scia di altri conflitti, siamo chiamati ad essere più presenti. Senza pace – aggiunge l'assessore - sarà infatti difficile costruire lo sviluppo, soprattutto in paesi segnati da condizioni drammatiche di vita, salute e cultura. E con lo sviluppo dobbiamo sostenere percorsi di democratizzazione, il decentramento e la crescita della pubblica amministrazione locale. In questo modo si ridurranno anche esodi e migrazioni".

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